«Tua.»

Un nuovo scoppio d'applausi più fragoroso del primo. Il signor Zaccarella prende il dispaccio e scompare.

— E i bauli? — Donna Remigia diventa seria a un tratto, fissando Mimì. — E tutti i bauli?

— Ci penso io! — risponde Mimì abbracciando l'amica stretta, stretta, già presa dall'affanno per doverla lasciare.

Il signor Zaccarella ritorna subito: da bravo capitano ordina i primi spari dello Champagne.

I visi si accendono e i discorsi. Soltanto l'avvocato Berlendis, sdraiato sopra un canapè, beve gelati, beve Champagne, e torna a bere gelati. Soffia, sbuffa, cola sudore da tutte le parti, ma lo lascia colare e tace.

Quando c'è folla, il Cavour di Pontereno risparmia la propria facondia. Tanto quella gente lo sa che è un grande uomo e che donna Remigia non move passo senza consultarlo. E anche il conte Gambara, non vuol confondersi. Solo solo, ritto in piedi accanto all'uscio che mette in giardino, ingolla cognac, fuma sigarette e fa l'occhio di triglia, come capita capita, a Remigia o alla Mimì.

L'arciprete tutto in ghingheri con la larga fascia di seta moarè e lo zucchetto di raso, doni di Sua Maestà la Regina di Pontereno, diventa espansivo. Anche lui ha contribuito a quel fausto giorno!... Anche lui ha preparato — e come! — l'avvento di donna Remigia al potere!... Ma non si arrischia di dire tutto ciò esplicitamente. Si sa che un prete non deve immischiarsi con la politica: ma lo fa capire con strizzatine d'occhio eloquenti, con abili reticenze: — Per diana! — Se lui a votare non ci va, è lui che manda a votare gli altri!

Il colonnello Baldassare De' Taddei, rosso di collera, ferma a un tratto donna Remigia, facendole un'intimazione:

— Si guardi dai Boeri! Simpatie per i Boeri? Guai! Si ricordi, a Roma, che l'Inghilterra sarà sempre l'Inghilterra!