— È arrivato adesso un dispaccio...

— Un dispaccio?... Sarà il suo! Dammelo!

Remigia si alza a sedere sul letto: la camicia scivola da una parte, ma i capelli cadendo addosso, la coprono tutta.

Ah, Mon dieu! Mon dieu! Con questi capelli!

Mimì glieli prende lei, delicatamente, con le due mani, per liberarle la faccia.

Remigia apre il dispaccio e legge:


«Ti consiglio, per ora, restare Bologna. Giorni di gravi preoccupazioni non di esultanza. Spero ancora non accettandosi mie ultime condizioni restarmene fuori saluti affettuosissimi ringrazioti.

«Giacomo.»