— Invece di parto, dovresti scrivere partirei domani sera.
Remigia accetta e fa la correzione. Due ore dopo, arriva la risposta di Giacomo:
«Vieni pure domani sera ma conduci teco signorina Mimì. Prevedo temo avrò poco tempo disponibile farti compagnia. Saluti affettuosi.»
«Giacomo.»
Remigia nel dare il dispaccio da leggere alla Carfo salta dalla gioia e l'abbraccia ripetutamente:
— Sono felice! Sono felice! Sono felice!
Mimì ha gli occhi pieni di lacrime, tanta è la gioia di non dover lasciare l'amica.
— Vedi com'è buono?... È tanto buono il signor D'Orea!
— Buonissimo! — risponde Remigia con entusiasmo. — E poi, così, c'è più tempo per tutto!... Anche di scrivere a Milano per la mia mantelletta di chinchillà e il renard bianco. A Villa Borghese e al Pincio farà fresco, qualche sera!