La partenza di donna Remigia da Pontereno e da Bologna è una doppia festa trionfale. A Pontereno il sindaco ha fatto suonare la banda civica in onor suo, e l'arciprete, le campane; a Bologna, alla stazione, la moglie di Sua Eccellenza il ministro dei Lavori Pubblici, è ossequiata dalle autorità e salutata dagli amici, per l'occasione più che mai numerosi ed espansivi. C'è tutta la politica, ma il signor Zaccarella nota con soddisfazione che c'è anche tutto lo sport.
Mentre con Mimì Carfo, Remigia attraversa i binari, sotto la tettoia ben illuminata, per raggiungere il vagone-salon, si forma una folla di curiosi che la seguono, la circondano, urtandosi, spingendosi per poterla vedere:
— Qual'è delle due bionde, la ministressa?... La più alta?
— No! È la più piccola!
— Carina assai anche la piccola!
— Questo è davvero un bel Gabinetto!
— Vorrei entrarci anch'io!
— Evviva le bionde al potere!
— Evviva!
Qualcheduno comincia anche a battere le mani.