La contessina sparisce in un lampo. Remigia, appoggiata in piedi al balcone voltando le spalle alla strada, ma continuando a sbirciare, a destra e a sinistra, quelli che passano e guardano in su, rompe la busta e legge:

— Che c'è?... Un bigliettino di Giacomo?... Una lettera di mammà?...

Legge prima il bigliettino, perchè è più corto.

«Scusa, cara; non posso venire nemmeno a colazione! Verrò certissimo a pranzo e cercherò il modo, se sarà possibile, di poter aver libera la serata. Intanto, per farti piacere, ti mando con i miei più affettuosi saluti, una letterina molto gentile e buona, che ricevo in questo punto dalla tua mamma.

«Giacomo».

— Ah, mon Dieu!... Stasera sarà stanco, e con la scusa dell'emicrania, la solita callotta di piombo, si resterà in casa a far venire le dieci, per andare a letto! E questa benedetta mammà, tanto farmi girare per maritarmi!... Che bel divertimento! Basta, leggiamo che cosa c'è di gentile e di buono.

La duchessa Cristina si congratula impiegando quattro paginette fitte fitte, per l'assunzione al potere del «genero amatissimo», del «figliuolo dilettissimo», sciorinando elogi e complimenti con la più colorita e calda espansione.

«.... Voglio, sento il bisogno di dirlo e di ripeterlo a te e a tutti, figlio mio: la tua grande modestia non potrà mai soffocare il mio orgoglio legittimo, di madre. In quest'ora difficilissima, la Patria ha bisogno de' suoi uomini migliori e tu non potevi ritirarti, non potevi esitare. Ma io che ti conosco, io comprendo benissimo tutto il tuo grande sacrificio e perciò ti lodo e ti ammiro sempre di più. Io sono fiera per te e sono felice per la mia Idola. Tu lo sai bene, carissimo Giacomo; Remigia è sempre stata la mia gioia prediletta. Con lei, ti sei preso il mio cuore. Ella è la mia superba compiacenza, è la consolazione, il conforto de' miei capelli bianchi...»

Remigia sorride. Sono quasi le stesse parole che prima del suo matrimonio con Giacomo D'Orea, mammà scriveva... a Luciano. Era lui, allora, Luciano, anche senza salvare la patria, anche senza essere ministro, il genero amatissimo, il figliuolo dilettissimo, il suo legittimo orgoglio. E se lei Remigia, è sempre stata davvero l'Idolo prediletto per il cuore materno, è però altrettanto vero che nelle lettere di mammà a Luciano, era allora Maria Grazia, la superba compiacenza, la consolazione e il conforto dei capelli bianchi!

Remigia continua a sorridere terminando di leggere la lettera e riponendola nella busta.