«L'alta società bolognese rimpiange la regina dello spirito e della eleganza che migra ai saloni della terza Roma, ove Ella saprà diffondere il fascino delle sue grazie e del suo ingegno, nell'aure sature di politica e di diplomazia». — Mimì! Mimì!

Invece di Mimì, si presenta ancora, nel vano della finestra, il signor Zaccarella.

— La contessina è andata con la Carolina a disfare i bauli. Devo chiamarla?

— No; prenda. — Gli dà il Fracassa. — Lo porti alla contessina Carfo. Le dica di leggere qui, — segna il punto con il dito, — questo dispaccio da Bologna.

Il signor Zaccarella se ne va col giornale leggendo la corrispondenza telegrafica pieno d'unzione rispettosa.

— Perchè non mi sei venuto incontro?

— Oh bella! Se ho letto la notizia mezz'ora fa? E poi, figurati! Immischiarmi con il mondo politico, ufficiale e... forcaiolo?... Peuh!

Donna Remigia lascia correre: non vuol far sapere al cognato che tutto il mondo politico ufficiale e forcaiolo, era rappresentato... dal signor Gaudenzio!

— Jack non t'ha detto ch'io sarei arrivata stamattina?

— Mio fratello... cerco di vederlo il meno possibile. È un metodo di cura preventiva, contro il mal di fegato.