Giacomo scatta di nuovo alzandosi, pestando i piedi.

— Mi stimano un minchione!... — Oh, scusi, signorina, ma a brutte cose, brutte parole! — E la prova di essere ciò che sono, l'ho data io stesso, accettando un portafoglio, al quale neanche sono adatto, in questo momento, in queste condizioni e con questi uomini! — Giacomo finisce con l'alzar troppo la voce, diventando a mano a mano sempre più concitato e più nervoso. — Che cosa sono io?... Vuole che glielo dica?... Io sono l'uomo «che non sa più dir di no!» E non lo ero! Non sono nato imbecille!... Ero un uomo forte, tenace, persino testardo! Io avevo una volontà e arrivavo a qualunque costo dove volevo e dovevo arrivare! Sì, sì! Ero proprio così! Sembravo un timido, ma ero timido soltanto in società; con le signore!

— Si calmi!.. Si calmi!... — balbetta la Carfo inquieta, quasi impaurita. Non ha mai veduto il signor D'Orea infuriarsi, diventare così pallido e stravolto. Ma Giacomo non l'ascolta nemmeno. Continua a girare su e giù, a pestare i piedi, a gridare.

— Non ero timido con gli uomini, con i miei colleghi, con i miei avversari!... E con le canaglie, sono sempre stato forte, persino violento! Doveva sentirmi allora, signorina, alla Camera, negli Uffici, in Consiglio!... Allora sì, ho avuto la forza e il coraggio di piantare in asso il Governo e di mandare il Ministero a gambe all'aria piuttosto di cedere e di piegarmi a transazioni! Ma oggi... oggi sarà l'anemia, la nevrastenia, sarà il cuore che funziona male, oggi... sono un debole.

— Non dica così! — La contessina Carfo gli torna a prendere la mano, a stringerla fortemente. — Non dica così!

— Mi lasci sfogare!... Sto meglio dopo; mi fa bene! Lei, vede, lei signorina, mi ha conosciuto tardi, quando non ero più io, quando ero già diventato l'uomo «che non sa dir di no»!... A Villars? Si ricorda?... Non sapevo dir di no alla sua amica per il giuoco del tennis... e a Roma, non ho saputo dir di no al Quirinale!

Mimì chiude anche il secondo uscio del salotto e cala la portiera. Giacomo capisce di essersi lasciato trasportare e torna a buttarsi sulla poltrona avvilito e spossato.

— In questi giorni, quanti me ne hanno fatto ingoiare di bocconi amari!... Per ciò, l'irritazione che ho addosso! — Giacomo, così dicendo, si contorce dolorosamente, come se la sentisse serpeggiare e correre lungo la spina dorsale. — Quanti bocconi amari, infilati tutti sulla grande forchetta del bene indissolubile della Patria e delle Istituzioni!

— Lei ha dato un nobile esempio di abnegazione...

— Ho dato un esempio pessimo di mancanza di carattere!