— Di che ti lamenti?.. No, tu non puoi lamentarti! Hai la ricchezza, il lusso, lo sfarzo; hai la gioventù e la bellezza. Basta una parola tua e ottieni tutto quello che vuoi. I milioni di tuo marito sono inesauribili e la sua cassa è sempre aperta! Se non ti basta e ti credi infelice, sei ingiusta e sei ingrata! Asciuga, asciuga le tue lacrime!
.... Sente, dietro di lei, un lieve suono di passi, il rumore di una seggiola appena smossa.
Ella non si volta nemmeno. Sa benissimo chi è entrato in chiesa. È il signor Zaccarella il quale ha l'ordine preciso, dal padrone, di non lasciarla mai, di sorvegliarla sempre, di riferire tutto ciò che fa.
IV.
Don Luciano, dopo il telegramma che annunzia il suo arrivo a Bex, non dà più segno di vita.
Passano vari giorni, Maria è sempre sola e aspetta rassegnata, inerte.
Il signor Zaccarella è assai più inquieto di lei.
Con donna Maria si mostra impassibile, impenetrabile e più che mai ligio agli ordini ricevuti, ma in cuor suo disapprova la condotta del padrone.
Col pretesto degli affari, guardandosi bene dal dirlo a donna Maria, egli ha già telegrafato a don Luciano, all'hôtel Bristol: niente, nessuna risposta.
— Che il padrone non sia più a Parigi?