Il signor Zaccarella, borbotta fra sè, scotendo il capo:

— Perchè mò condannare donna Maria in questo forno, a servire di pasto alle mosche o alle zanzare? Con poca fatica, soltanto con un altro telegramma, potrebbe mandarla a Villars a raggiungere sua madre e gli altri! E lui, messa a posto la moglie, padronissimo di fermarsi dietro strada a studiare il bel canto!

Certe volte il fido Zaccarella non ha il coraggio di guardare in faccia la signora. Si vergogna lui per don Luciano. Tuttavia, con gli altri, tien duro e lo difende a spada tratta, specie con la Nunziatina, che l'ha a morte con il padrone.

La Nunziatina, rimasta a Bex, non fa altro che brontolare tutto il giorno. Brontola per il caldo, brontola per le mosche.

In questi brontolamenti ha la sua parte anche la lontananza di Eduardiello, il bel servitorino di Totò.

— Che si fa, signora? Come si fa? Non c'è più roba, non c'è più biancheria! Se crede, io potrei fare una corsa fino a Villars? Prendo un paio di vestiti e tutto il resto che occorre!

— Aspettiamo... Aspettiamo ancora un giorno... Poi si vedrà.

Questa è la sola risposta che dà sempre donna Maria col suo tono dolcissimo, malinconico e la lenta cadenza musicale.

Anche su, a Villars, ci sono mosche; ma a Villars fa fresco e alla Tête-pointue i giorni volano allegramente. L'Idola si diverte, tutta la sua corte, quindi, si diverte e la madre è raggiante. Il principe Rosalino trova ottimo il cuoco, buono l'albergo e il clima delizioso. — Chi sta bene, dunque, non si muova! — E quella gente beata ha soltanto paura di muoversi! Però, sono tutti d'accordo in questo: nel fare sfoggio di grande saggezza per ripararvi sotto la cura gelosa del loro benessere e delle loro comodità. Cercano e trovano sempre in qualche proverbio, non solo la giustificazione, ma anzi il conforto dell'antico buon senso a non muoversi, a non disturbarsi. Il proverbio che corre in questi giorni a Villars-Ollon è prudentissimo: «Fra moglie e marito non ci va messo un dito». Non si telefona, dunque, non si telegrafa, non si scrive a Bex, altro che «saluti e tenerezze». Mai nessuna domanda intorno a Luciano, mai nessuna maraviglia, nessun commento, nessun rimprovero per quello strano procedere, mai nessuna parola che esprima a Maria il rammarico per la forzata lontananza, il dispiacere di saperla sola, laggiù, e sola in quel modo.

Driiin!