— Ah! Mon Dieu, mon Dieu! Com'è brutto qui! — Si era immaginata la Camera dei Deputati, assai più grande, più bella e più sfarzosa.

La marchesa della Gancia la guarda sorridendo:

— Ma come?... Non c'eri mai stata?

— Mai! Quando dico a Jack di condurmi in qualche posto, o non può, o se può... sta poco bene! Ma adesso ho preso il mio partito: andrò dappertutto senza di lui!

— E farai benissimo!

Approva anche il marchese Pio della Gancia, il marito di Quanita.

Remigia torna a sporgere il capo e a guardar giù. L'aula va sempre più affollandosi. Alcuni onorevoli, non teste pelate, ma arruffate, in piedi o sdraiati dietro i lor banchi, parlano fra di loro, gesticolando animatamente. Remigia, sta un po' osservandoli, poi domanda, con aria scandalizzata, facendoli notare anche al marchese:

— Come mai?... Tutti i deputati non sono in abito nero?

Il della Gancia allunga il collo, guardando lui pure giù «nella bolgia» come la chiama, piacevolmente. Ma poi, in fretta, si tira indietro, e sporge le labbra nauseato:

— Ah! Ah! Quelli sono i Rabbagasse dell'Estrema Sinistra! — Il marchese, che parla con uno spiccato accento napoletano, pronunzia Rabbagasse con due bi e facendo sentire la e.