— Dice lui stesso di essere condannato... ai ministeri forzati!

Ci sto... perchè ci sono comandato!

Questa, in fatti, è la frase solita del generale d'Entracques, ed il volersene sempre andare è la sua vera forza di resistenza come ministro.

Per Sua Eccellenza D'Entracques, ministero di Destra o ministero di Sinistra, ministero Liberale o ministero Conservatore, è tutto «un servizio».

— Sono di picchetto e ci sto, fermo al fuoco, perchè ci sono comandato!

C'è un movimento nell'aula, si sente un mormorio confuso: entrano quasi contemporaneamente, ma da opposti lati, il Presidente della Camera, seguito da due o tre deputati, e il Presidente del Consiglio con gli altri ministri e i sottosegretarii.

— Ecco il mio Jack! — esclama Remigia. Sorride con un cenno al marito e intanto lancia un'altra occhiatina al ministro della Guerra.

La marchesa le ha appena indicato nella tribuna vicina una signora americana, missis Britton, che se non è più al suo primo mattino rappresenta tuttavia un fulgido meriggio.

— Ha fatto pazzie per il D'Entracques ed è sempre innamorata di lui, ferocemente!

— Il cappellone! Il cappellone! — bisbiglia plano il marchese Pio, premendo il braccio a Remigia e parlandole così vicino, da sfiorarle quasi l'orecchio.