— E se vostro marito avrà sonno, lo manderemo a dormire! — Così dicendo, il marchese Pio stringe forte sotto il suo braccio il braccio di Remigia.

— E ricordati: vieni con Mimì. Ci farà tanto piacere!

— No, scusa; Mimì no! — risponde Remigia seccamente. — Non voglio cominciare fin dal primo giorno a tirarmela dietro ad ogni passo!

— Non so darvi torto, — afferma il marchese, premendole il braccio di nuovo. — Non bisogna mai che una cortesia, diventi una consuetudine. — Egli ha troppo paura di perdere il tu per tu, in carrozza, con la cara piccolina.

— Ecco il generale! Ecco D'Entracques! D'Entracques! — chiama forte la marchesa, vedendo Sua Eccellenza il ministro della Guerra, affacciarsi a un usciolino a vetri, a metà della scaletta. — Il D'Orea è con voi?

— No, marchesa!

— E dove sarà?... Gli vorrei tanto parlare! — Si volta subito verso Remigia: — Ti presento il conte Martino D'Entracques, generale, senatore, ministro, ma con le signore, sempre un amabilissimo capitano di cavalleria!

Il D'Entracques sorride e sospira.

— È troppo capitano?... Volete tenente?

— Non scherzate, marchesa! Ormai si passa di promozione in promozione, con una rapidità straordinaria... anche in tempo di pace.