— Oh! il mio Febo e il mio Desir! Tesori!... Chi sa se mi ricordano?

Dopo un momento rientra nel salotto. Si secca e comincia a imbronciarsi.

— Hai telegrafato a mammà? — domanda la Carfo per offrirle un'occupazione.

— No! — Il bel visetto si ravviva. — Giacchè ho tutto il tempo, invece di telegrafare, le scrivo. Gioia, dammi la mia cartella!

— Eccola! — La Carfo è raggiante; anche questa volta ha dissipate le nubi che si avanzavano.

— Mammà! Mammà! La mia bella mammà, tesöro!

Si leva i guanti, e seduta a mezzo sopra un panchettino, per non sciupare le pieghe del vestito bianco à point d'Alençon, si mette a scrivere alla madre cominciando con uno sfogo di tenerezze, di carezze, di moine straordinario, e continuando facendosi compiangere per il capriccio di Jack, di volerla a Roma, con quel caldo! — «Poteva lasciarmi tranquilla e in pace nel mio Pontereno caro!» — Finalmente, ed è questo il motivo occulto, ma determinante della lettera, le scrive con bel modo, per scongiurare il pericolo di una intempestiva improvvisata. Napoli è tanto vicina a Roma! In quel momento, un probabile arrivo della carovana, la spaventa: tutto il giorno con mammà? Tutto il giorno con lo zio Rosalì a far la raccolta dei proverbi?... Grazie del divertimento!

«....... Sono appena arrivata e ho voluto scriverti subito, ancora sossopra e stanca stanca. Vedessi il disordine delle mie camere! Ti farebbe spavento, perchè io faccio cambiar tutto, persino i mobili! Sai come detesto lo stile uniforme, art-nouveau e oleografia, delle camere d'albergo! Jack sta benissimo di salute, per quanto più che mai abbia la fissazione — è il suo tic — di voler essere giù di corda. Sarà un po' di stanchezza? Saranno gli affari di Stato?... Attraversiamo, — mi pare, — un periodo di luna crescente, con molte tenerezze per la zia Gioconda! Ed io, intanto, che non ne ho nessuna voglia, rimango con la graziosa prospettiva di dovermi seccare in tutti questi giorni facendo visite sopra visite alle rispettive signore dei funzionari alti e bassi! Ma, appena a posto, appena esauriti i miei incumbenti... burocratici e appena sorgerà il sole, dove adesso la luna brilla, ti scriverò e tu verrai subito subito a Roma per un paio di giorni...! Pensa, la tua Idola, come ti sospira!»

«Tanti baci per lo zio Rosalì, bello e caro, e tu ricordati che la tua piccola Idola adorata, non adora che la sua Mammà!...»

«P. S.»