«Totò vuol andare al Cairo? A che cosa fare? A perseguire Re Faraone?»

Chiusa la lettera, scritto l'indirizzo con la calligrafia di moda, alta, in piedi, ad angoli diritti, fa chiamare il signor Zaccarella:

— Mi raccomando! È una lettera per Mammà! Alla posta grande!

— Non dubiti, signora duchessa!

Quando Giacomo non è presente è sempre il «Signora duchessa» che corre, anche in famiglia.

— E Giovanni...? Ha scritto per farlo venire?

— Aspettavo che la signora duchessa, mi confermasse l'ordine...

— Scriva, scriva! E che quell'antipatico Gaudenzio non si faccia più vedere!


A Roma, la marchesa della Gancia, non dà feste e pranzi splendidi, come usa a Napoli, nel suo palazzo. A Roma, nel piccolo appartamento di via della Mercede, bello, simpatico, ma ristretto assai, — il suo pied-à-terre, — com'ella stessa lo chiama, non riceve altro che gli amici, proprio i più intimi, e non può riceverne che pochi alla volta: a pranzo, tra padroni di casa e convitati, non si deve mai oltrepassare il numero di otto.