— Già! Un'apparizione... inafferrabile! — risponde il D'Entracques, ridendo.
Remigia nota che per quanto generale e senatore ha ancora dei bellissimi denti ed esclama con un lungo sospiro tra il serio e il comico:
— Ah, mon Dieu, come sono... cretina!
— Lei?... Duchessa?...
— Io, precisamente. Ho dimenticato che Vostra Eccellenza non è un serafico preraffaellita, ma un grande amatore della scuola di Rubens. Colore e forma. Forma, soprattutto: esuberante, straripante!
Si guardano sorridendo. Senza essere pronunziato, passa un nome fra loro due: quello di missis Britton.
— Sappiamo, sappiamo, caro D'Entracques! — mormora Remigia con un filo di voce.
Il generale si ficca la caramella nell'occhio. Vuol arrivare a leggerle proprio in fondo all'anima.
— Sappiamo... Sappiamo... — il musetto roseo e biondo, così birichino, pizzica forte il generale.
— Vuole, duchessa?...