— Che cosa?
— Vuol proprio conoscere i miei gusti... in arte? La bellezza che più ammiro?...
— In arte?... Sentiamo.
— In arte e in... E fuori dell'arte? È la sua!
— La mia?... Ah, mon Dieu! Se ho la sventura di essere... ancora meno afferrabile di Guendalina?
Il generale, che ha preso fuoco, divampa.
— Ma lei è un bellissimo fiore delicato, profumato, fragrante!... Quell'altra è una spiga lunga e vuota!
Remigia non può frenarsi, scoppia in una risata. Il D'Entracques le fa un rapido cenno con l'occhio indicandole il Paparigopulos seduto quasi in faccia.
Il giovane banchiere, colpito dalla risata improvvisa e, forse, dal nome della principessa, guata di sbieco la signora D'Orea alzando e rigirando, come un baco da seta, il grosso testone calvo e giallo, dalla lunga barba nerissima.
— Cambiamo discorso! — bisbiglia il generale. — Il figlio di Nabab è in sospetto.