— George!
Paparigopulos, alla voce che lo chiama, si precipita scivolando di sghembo fra le poltroncine e i tavolini, portando il suo barbone dinanzi alla principessa.
— Donnez moi une cigarette!... Tu fumi, Remigia?
— Stasera sì! Una anche a me!
— Le sigarette di Paparigopulos, — esclama Quanita dal balcone, — sono deliziose!
— Je crois bien; vous ne les trouverez nulle part. C'est du tabac des mes propriétés.
Remigia si adagia sopra un panchettino ai piedi della poltrona di Guendalina, ponendo il capo sulle ginocchia sottili e puntute dell'amica. Ma il gioco dei labbruzzi rosa e dei bei dentini bianchi nel far uscire il fumo a spirale è dedicato a Sua Eccellenza d'Entracques che è sempre vicino a Remigia, che non guarda che Remigia e che ormai, con gli occhi accesi e le fiamme alle guance, vede tutto biondo!
— Ecco Cincino! — esclama la marchesa Quanita di cui si vede, sul balcone, la sigaretta accesa.
Il conte D'Ermoli, calmo e sorridente, dopo i saluti e le strette di mano, reca placidamente una notizia che suscita lo scompiglio e la tempesta in quell'ambiente così omogeneo, e fino allora, così sereno.
— Il prefetto e il questore, con la solita scusa dell'ordine pubblico, l'hanno data vinta alla piazza e alla massoneria: hanno fatta chiudere la chiesa della Madonna a Ponte di Ripetta!