— No, no!
— Sono proprio seccatissima!... Un caldo!... Una noia!... Non ne potevo più! Ma ho dovuto aspettare Guendalina per farmi accompagnare.
— Guendalina?... Chi è?
Anche Mimì, — sta ricamando appoggiata al tavolo, — alza dal piccolo telaio gli occhi interrogativi.
— È un amore! Una bellezza! — risponde Remigia sempre rivolta a Giacomo e senza degnare Mimì di uno sguardo. — Così buona! Intelligentissima! Ci vogliamo un gran bene!
— Perbacco!... Un gran bene? È proprio una simpatia... fulminea! — Giacomo non è ironico ma è pieno di affabilità bonaria. Sente ancora rimorso e amarezza per la scena di quella mattina: non vuol arrabbiarsi con sua moglie, non vuol più diventare nervoso. Tant'è, ci vuol calma e pazienza. Le cose... sono come sono e non si possono cambiare! — Io, per esempio, — soggiunge accarezzando la mano della moglie, — questa così straordinaria signora Guendalina non l'ho mai sentita nominare.
— Siamo persino parenti. È cugina mia e perciò anche tua.
— Grazie dell'improvvisata!
A Mimì scappa da ridere: in quel momento Remigia la detesta.
— Guendalina nasce della Gancia. È cognata di Quanita ed ha sposato il principe Capodimare. Per questo è nostra parente strettissima.