— Precisamente!

— Chi è?

— Oh, mi ha parlato tanto di lei con un entusiasmo che, del resto, non solo si comprende, ma del quale siamo tutti partecipi! È il barone Marco Danova!

— Re Faraone! — Remigia rompe in una risata. — Re Faraone al lucido Nubian! Sa, caro Berlendis, che è stato un mio accanito adoratore?

Il Berlendis accenna col capo affermativamente e sospira per conto di Marco Danova.

— Innamoratissimo!... Una grande passione!... Brucia ancora!

— Troppo brutto! Troppo brutto!... Remigia rabbrividisce. — Un orrore!

— Ah! — L'avvocato fa un altro grosso sospirone; non per il Danova, ma per sè. — La propria bruttezza... non rende insensibili al fascino del bello. Io... capisco e sento di doverlo molto compiangere quel povero barone!

— Avvocato! Avvocato! — ammonisce Remigia dondolandosi, sempre sdraiata sulla lunga poltrona. — Proibite le dichiarazioni!

— Allora... — Il Berlendis sembra fare un grande sforzo per vincere sè stesso. — Allora, per non cadere in tentazione... parliamo d'affari! Il nostro amico, il buon Danova, che a Villars non ha potuto ottenere grazia dal vostro cuore, vi domanderebbe oggi, per mio mezzo, un piccolissimo favore.