Giro Berlendis, che tiene sempre la mano alzata e le tre dita tese, si alza anche in piedi, si riscalda, ansima, suda, ma andando quasi addosso alla cara duchessa, abbassa misteriosamente il tono della voce.

— Un programma di lavoro! Un programma di trasformazione della regione intera, un programma nuovo, moderno, magnifico, un programma che sarà un successo nostro e del ministero liberale che lo avrà sanzionato!

Tanta eloquenza introna a Remigia le orecchie e il cervello; ma non ha capito un ette.

— Scusi, avvocato; che cos'è questo... carbone bianco?

Il sorriso del Berlendis diventa ineffabile. L'occhio, la voce, il gesto, spirano poesia:

— ... «Chiare, fresche e dolci acque!» Non più il carbone fossile, il nero carbone che sporca e affumica, la ricchezza, già stremata, che gli inglesi e i belga ricavano dalle viscere del loro suolo. Su, su, in alto, sempre in alto la stella d'Italia! Le Alpi del Cadore, sono tra le più ricche di laghi, di corsi di acqua imponenti, anche ad altezze considerevoli. Ebbene, noi vogliamo far... procombere al piano l'acqua di quei laghi e di quei fiumi, senza dispersioni, raccogliendo energie formidabili!

— Capisco; ho capito! — Non ha capito, ma Remigia vorrebbe tagliar corto perchè non si diverte. — Io, dunque, dovrei...

— Ecco il carbone bianco! Ecco «la forza indomita dell'avvenire!» — seguita imperterrito l'avvocato, passeggiando e declamando. Ma il tempo urge. L'industria nazionale ha bisogno di un forte incremento; il paese ha bisogno di risveglio, di lavoro; bisogna far presto. Il domani è il nemico, l'insidiatore dell'oggi! Non già che si possano temere concorrenti; impossibile, assurdo! Nessun può proporre condizioni vantaggiose, nè offrire garanzie, non dico superiori, ma pari alle nostre!

— Io dunque dovrei dire a mio marito...

— A suo marito? al ministro? Niente. Ella è in ottime relazioni, con il sottosegretario ai Lavori Pubblici? Con Sua Eccellenza Leonida Staffa?