— Come a Bologna si sa sempre tutto! — pensa Remigia prima di rispondere.

— Ebbene: basta il sottosegretario! Ella mi dà due righe di introduzione esprimendo la sua simpatia per il carbone bianco, e tutto il resto... è tanto semplice... che va da sè. Io ho soltanto da dir questo, all'onorevole Staffa: Eccellenza: al ministero dei Lavori Pubblici, Sezione terza, giace e forse, ahimè! non ancora aperta, la nostra proposta... così e così, etcetera, etcetera. Ebbene, si prega, e con qualche diritto, che la pratica venga esaminata con sollecitudine. Nient'altro; basta! Non si domanda di più! — L'avvocato torna a gridare, a inquietarsi, a offendersi, ma in quel punto, a interromperlo improvvisamente, entra nel salotto un altro suo amico, il caro Zaccarella.

— Scusi, signora duchessa! La chiamano al telefono!

Remigia salta in piedi, lasciando dondolare la poltrona vuota.

— Sarà mio marito!

— No, signora duchessa. È Sua Eccellenza l'onorevole Staffa.

— Permette, avvocato?

— Faccia! Faccia!

— Torno subito!

— Faccia! Faccia! Faccia!