Vuol calmarlo, vuol rassicurarlo, vuol farlo tornare di buon umore. Sporge verso di lui il fresco visetto e sorride mormorando sottovoce: — Che c'è di nuovo? Perchè sempre e tutto da quella parte?... Perchè solo dedito... all'alpinismo?
Il generale parla pure sottovoce, ma senza guardarla:
— Non osavo sperare ch'ella potesse occuparsi di me, dopo gli ultimi arrivi da Bologna!
Remigia non può frenare un'allegra risatina, che consola subito il generale.
— Ah, no, poi! Accollarmi quel Narciso, che è anche tulipano! Questo no! È proprio troppo e mi ribello!... Preferisco, trecento volte, ch'ella sia ancora geloso della zazzera di Leonida! Mi guardi.
Il generale si volta e la guarda.
— Mi guardi bene!
Gli occhietti ceruli sembrano diventati più grandi e più profondi: non sorridono più. Sono umidi e languidi, spirano fiducia, amore e tanta sincerità!
Il generale non sente più che il dolore e il rimorso di averla fatta quasi piangere.
— Mi perdoni. Non sono mai stato un ragazzo! Comincio ad esserlo adesso, che divento vecchio!