— Ma quello là?... Quello là?... Quel generale là?

Remigia scrolla la testa e compatisce il povero Gambara che diventa matto!

— Il D'Entracques?... È l'amante, cosa ormai passata in giudicato, di missis Britton! Gliela farò vedere stasera al Costanzi! Vedrà che per un generale e senatore, ce n'è abbastanza! Io non lo posso soffrire, appunto perchè con la sua pertinacia in galanteria è un anacronismo, ma devo mostrarmi amabile, quanto è necessario: così vuole il mio signor marito. Oltre che suo collega nel gabinetto è il suo più grande amico! Sa che Jack è eccessivo in tutto, nelle antipatie e nelle simpatie! Perchè gli ho detto un giorno che il suo D'Entracques si tinge i baffi, credo che volesse levarmi gli occhi! — Da bravo, un inchino diplomatico e si allontani! Vada a sorbire il caffè... e i begli occhi sentimentali della contessina Mimì, poi sparisca alla che-ti-chella! — Trova buffa la parola e ride. — Si ricordi: le proibisco di fermarsi in ammirazione dinanzi alla mostra di Quanita! Ahimè! Al confronto di quell'ammasso tremolante di delicatessen come direbbe un tedesco, io devo rimanere una ben misera cosa!

— Vengo però, in teatro, in palco? — supplica il Gambara con note di violino e flauto.

— Sì, un momento; sul tardi. E da Bologna si ricordi, faccia subito una corsa a Pontereno! Vada a salutare e a dare un bacio per me a Febo e a Desir! Ah, mon Dieu! Dire che li amo tanto, — cari, tesöri, — e che qui a Roma, per colpa di Jack che non mi dà pace, persino... li dimentico!

Il D'Entracques, da qualche momento, sta osservando i due dal balcone, e ritorna ad oscurarsi. Appena il giovanotto si allontana, si avvicina lui chiedendo una goccia di cognac. Remigia lo rasserena, nel momento stesso che gli offre il bicchierino.

— Quanta fatica, per maritare Mimì! Ma spero tanto di poter riuscire e sarei così felice! — Poi soggiunge ancora più sottovoce: — Quando si va a teatro, faccia presto a salire in carrozza con me! Lasciamo a Quanita di far gli onori di Roma ai bolognesi! Lei si perde troppo in complimenti. Generale valorosissimo, ma non sempre abile e pronto nelle piccole manovre! — Si volta, verso il balcone:

— Badate! Non facciamo troppo tardi per la Manon! — C'è tempo?

— C'è così tempo! — rispondono insieme la marchesa e il marchese Pio.

— Comincia alle nove e mezzo, — osserva l'avvocato, guardando l'orologio.