— Per qualche giorno si abbia riguardo, Eccellenza! Domani, non abbia fretta d'alzarsi, Eccellenza!

Remigia si precipita nel salotto:

— Ah, Mimì! Gioia! Che cosa sarà successo? — Come sempre, quando si sente inquieta, ha uno slancio di tenerezza per l'amica e l'abbraccia.

Il signor Zaccarella, invece, diventa più grave e più autorevole.

— Vado io a vedere! — Esce in fretta, in punta di piedi.

Rimangono muti un istante, interrogandosi l'un l'altro con gli occhi.

— Ho paura che si sia sentito male! — mormora la Carfo.

— Certo! Si è sentito male! — ripete Remigia sottovoce. — Per amor del cielo! Silenzio della Manon!

— Noi, per altro, si va lo stesso! — bisbiglia la marchesa al marito, in tono risoluto.

In quel punto Giacomo D'Orea appare sull'uscio ed entra, sciogliendosi dal braccio del signor Zaccarella.