Giacomo, del resto, s'è opposto quanto ha potuto al matrimonio di Luciano con la duchessina Moncavallo.
— Troppa nobiltà, troppa diversità di razza e troppo fumo! E poi Luciano, ancora, non è maturo per il matrimonio!
Ma non c'è stato verso! A quell'altro, il fumo è andato alla testa. Tutti quei titoli, quei palazzi, quei castelli dei quali si vedono le dorature e i merli, e non si vedono le ipoteche, fomentano la sua vanità, la sua superbia, mentre il suo capriccio, la sua passione per Maria diventa tanto più furibonda quanto più sorgono e si frappongono ostacoli.
Le nozze Moncavallo D'Orea sono alla fine concluse, celebrate e Giacomo, da uomo savio e pratico, accetta cordialmente il fatto compiuto. Il patrimonio dei Moncavallo e dei Sant'Edodio, che fa le crepe da ogni parte, è assai vicino alla rovina; Giacomo ne assume direttamente l'amministrazione. Un'amministrazione che finisce per risolversi in un'abile, opportuna ed anche generosa liquidazione, perchè Giacomo, pur di salvare il decoro dei parenti di Luciano, ci rimette, volentieri, anche del proprio.
I milioni di casa D'Orea sono molti: quasi non si contano più! Ce n'è per tutti, in abbondanza... ed anche per i continui capricci di Luciano! Per i capricci, per altro: purchè rimangano soltanto capricci, se non del tutto scusabili, almeno perdonabili. Ma, adagio! Oltre certi limiti non si deve andare. Giacomo è buono una volta, e buono per dieci, ma due volte buono, no. Chiudere un occhio, sta bene, e vista l'indole di Luciano, chiuderli anche tutti e due, ma quando sia conveniente e prudente di farlo. Che se invece il buon nome, l'onore dei D'Orea, avessero corso pericolo non di una macchia, ma di un'ombra soltanto, allora egli avrebbe fatto immediatamente ed energicamente il proprio dovere. Avrebbe parlato chiaro; occorrendo, avrebbe alzata la voce.
E appunto Giacomo, crede adesso e pensa, che il giorno di alzar la voce e di comandare sia venuto.
— Che cosa è questa Fanfan Trécoeur? A Parigi, a Nizza, a Montecarlo, sempre con questa Fanfan Trécoeur?... Una relazione, un legame simile, una tresca?... E pubblicamente?... Con una chanteuse? Lui, un uomo ammogliato?... Ah, no! Fino a questo punto, no! Con o senza apostrofe, ma il nome dei D'Orea deve essere rispettato da tutti, in Italia e fuori.
— Il patrimonio in comune, sta bene: lui ha famiglia, io no. Spendere e spandere, senza fare i conti del mio e del tuo... tiriamo pure innanzi!... Finchè si tratta della casa, della famiglia, dei parenti della moglie, del lusso, delle corse, delle scommesse, del giuoco, — io lavoro anche per lui, risparmio anche per lui, — tiriamo pure innanzi!... Ma cinquecento settanta mila lire in meno di tre mesi per la signorina Fanfan... Ah, no! Questo poi no!
— Che cosa fare?... Scrivere?... — Poco efficace. — Chiamare Luciano a Bologna?... — Troppo pericoloso!
Giacomo, un po' contro genio, risolve alla fine di andare anche lui a Villars col fratello e con la cognata. La villeggiatura, certamente, non sarebbe stata molto gradevole e piacevole, ma, d'altra parte, non vede provvedimento migliore.