— Tra Luciano e mio marito! Perchè è stata una cattiveria di Luciano! Ma dica lei, signor Zaccarella, com'è sempre lo stesso!
L'ex-capitano annuisce evocando il passato con un sospiro:
— I gravi dispiaceri di donna Maria!
— Certo! Certo! Povera Maria!
— E mostrerò la sconvenienza, l'assurdità della invenzione!
— Precisamente! Basta il fatto che si tratta di mia sorella!... Sarebbe stata tale una enormità...
— Non dubiti. Messe le cose in chiaro, nessun giornale farà più il nome della signora duchessa, e Sua Eccellenza non ne saprà niente.
Remigia stende il braccio che esce mezzo nudo dalle sete e dalle trine della manica ampia e questa volta dà una forte stretta di mano al signor Zaccarella:
— Lei è proprio un vero... tesöro! — È lì lì per mandar a chiedere una raccomandazione anche al D'Entracques, ma... No. È meglio che il puritano generale non ne sappia niente. Anzi, al caso, negar tutto anche con lui!
Remigia, ormai, è pienamente tranquilla. — Chi lo sa, davvero?... Nessuno. — Le sue amiche sono in ballo con lei; il Paparigopulos non conta, il marchese Pio non fiata. Narciso è a Bologna, Luciano è un bugiardo... Che pericolo c'è?