— Noioso e pedante!... Puritano per ostentazione! Caparbio e ostinato! E «la modesta semplicità della vita operosa» che decantano i suoi giornali? Niente altro che avarizia! — Non ho ragione, signor Zaccarella?... Ride? Rida, rida! Io parlo poco, ma colpisco giusto! Tutta avarizia e diffidenza. Lavora, fa tutto lui, perchè non si fida di nessuno! Ma... — qui un grande sospirone — dal momento che si deve vivere insieme per un mese, che ti pare, Maria? È meglio essere in bona! Io non posso soffrire i malumori e non amo i litigi in famiglia!
Questo, gli preme soprattutto: essere in bona con suo fratello. Se Giacomo ha timore di prendere troppo di fronte Luciano, Luciano, al presente, avrebbe ancor più paura di romperla con Giacomo.
Cinquecentosettantamila lire erano state pagate a Parigi per Fanfan! Ma... e il resto che rimaneva ancora da pagare?
Luciano D'Orea, non ne sa un'acca di amministrazione, pure sa benissimo che lui, con la sua generosità non ha fatto altro che spendere, mentre il fratello, con la sua avarizia, non ha fatto altro che lavorare e guadagnare. Se si venisse alle strette? Se si dovessero fare i conti del mio e del tuo?... Non sarebbe il momento! Con mezzo milione ancora da pagare a Parigi? Con Fanfan che, finalmente arriverà fra tre o quattro giorni a Losanna? Con Fanfan che vuol fare una brillante carriera, sempre piena di successi e che vuol riuscire assolutamente a cantare alla Scala?... Con Fanfan che ha sempre lì, pronto, se lui si ritira, il re della glicerina?... No, no!... Bisogna portare pazienza, chinare il capo e sopportare anche le osservazioni e le prediche... per amore di Fanfan e per poter tener testa a mister Kennett!
Il povero don Luciano, con tanti milioni, si trova ridotto al punto di dover piangere la propria miseria.
— Ma! — sospira. — Quando non ci sono quattrini abbastanza, bisogna sacrificare anche l'amor proprio, il proprio carattere franco, leale, indipendente... e fare lo scherzoso e l'amabile persino con la moglie lunatica, perchè Giacomo, arrivando a Bex, non la veda con gli occhi rossi!
— Io mi guardo bene dal darti la più piccola seccatura! Non è vero, cara? Io ti lascio libera di fare, di disfare, io ti lascio sempre padrona di tutto! Non è vero, cara?
— Sì, Luciano...
— Soltanto per questi giorni, — pochi, si spera, — che Giacomo resterà con noi, io ti prego di non fare il muso e di mostrarti, come sei, contenta e felice! Mi raccomando.
— Sì, Luciano. Del resto, Giacomo è buono. È sempre stato gentile e affettuoso con me!