— Fa paura? — ripete Remigia. Si cambia l'espressione del suo volto; cambia il corso dei suoi pensieri.

Entrano pure nel salotto la duchessa Cristina e il principe Rosalino. Sono ansanti e titubanti; non sanno come comportarsi con Maria Grazia, non volendo contrariare l'Idola. Si fermano, aspettando, a rispettosa distanza. L'Idola non si cura di loro. Parla sempre sottovoce con Mimì.

— Vado anch'io, da Giacomo, per salutare mia sorella e la zia Gioconda. Ti pare?...

— Così? — obietta la Carfo semplicemente, osservandola dalla testa ai piedi. — Senza prima cambiarti?

Remigia è vestita di foulard rosso scarlatto, con un cappellone a tricorno che le sta a maraviglia, ma ancora più straordinario del solito.

— Mi cambio in un attimo, senza nemmeno chiamare la Carolì. Vieni di là!

La duchessa Cristina si fa coraggio e il principe Rosalino anche. Domandano quasi insieme:

— Noi... che cosa facciamo?

— A... Maria, che cosa diciamo?

— Andate a vestirvi per il pranzo!... Maria la vedrete a pranzo e Giacomo lo saluterete domani.