La madre resta ancora a bocca aperta; Remigia gliela chiude soggiungendo:

— Ricordati, gioia! Si pranza alle sette e mezzo!

In dieci minuti, Remigia è pronta. Ha un abito semplice, scuro, attillatissimo, chiuso fin sotto al mento. Quando attraversa il corridoio con Mimì, avviandosi verso le stanze di Giacomo, incontra Maria che ne esce.

Si fermano tutt'e due. Remigia, colpita, la guarda, la fissa un istante: — Dio mio, che cambiamento! Non è più bella, non è più nemmeno giovane! Soltanto gli occhi le sono rimasti, gli occhi neri, grandissimi, che sembrano ancora più neri e più grandi.

Remigia, d'un tratto, le salta al collo, abbracciandola con straordinaria effusione. Maria rimane immota; immote le labbra, senza parole, senza sorriso. Soltanto quando la sorella si stacca da lei stende una mano alla Carfo, che la stringe e la tiene istintivamente fra le sue, come per riscaldarla, tanto la sente fredda, di ghiaccio.

Remigia parla a Maria sottovoce, in fretta, con grandissima volubilità.

— Tu, come l'hai trovato?... Che impressione ti ha fatto? Ah, mio Dio, che disgrazia! Il re mi ha già telegrafato due volte! Che ne dici? Mi dici di sperare? Io spero assai! Il dottor Davos vede nero; ma non è spassionato e non m'ispira fiducia. Invece il dottor Dolder è assai meno pessimista. Il dottor Davos pretende assolutamente che il colpo... — abbassa ancor più la voce, — perchè è proprio stato un colpo, debba ripetersi. Il dottor Dolder, no... Giacomo è ancora giovane... Certo, bisogna tenerlo sorvegliato assai. Nessuna fatica, nessuna commozione. C'è qui anche mammà e lo zio Rosalì; ma non è il caso di spaventarli perchè... non c'è da fidarsi! Due tesori, ma chiacchierano, senza saperlo, e mi hanno tanto raccomandato, anche il presidente del Consiglio, anche il ministro della Guerra, di non spargere notizie inutili, per non inquietare il paese. Guai se il ministero dovesse cadere in questo momento! E non è nemmeno il caso perchè Giacomo sta proprio meglio davvero! È rimasto in istato comatoso, — è il termine medico scientifico, — per più di tre ore. Poi ha cominciato ad aprir gli occhi, poi ha cominciato a riconoscere le persone. La prima sono stata io. Ma non poteva articolare parola, nè muoversi. Adesso, invece, parla e si muove anche un po'. Tu, in complesso, lo hai trovato benino, non è vero?

Maria cerca di sciogliere la mano dalle mani della Carfo e fa per allontanarsi.

— Vai di là?... Avrai certo bisogno di riposarti un poco? — E la zia Gioconda? Vi hanno dato, almeno, delle buone stanze?

Maria strappa la mano e fugge via singhiozzando.