Remigia, più che mai occupatissima nel dover dimostrare al sospettoso mondo politico e all'Europa che sta attenta, la nessuna gravità della indisposizione del ministro dei Lavori Pubblici, non ricorda quella camera, mezzo al buio, dove la zia Gioconda impera, e sua sorella Maria reca l'assistenza e il conforto, altro che nei brevi momenti che passa all'Hôtel de Rome, arrabbiandosi con Mimì, sempre immusita, e pronta a difendere le due perfezioni, di Fiumicino!
— Ah, mon Dieu! — sospira con mammà e con lo zio Rosalì. — Le ragazze che invecchiano... ragazze!... Quanta sentimentalità ammuffita da collocare!
La duchessa Cristina approva. Segretamente ella si è sentita sempre un po' gelosa dell'amica dell'Idola: — È un fatto che quella tua Mimì è molto antipatica.
Il principe Rosalino, tace. È diventato un altro uomo; lo si capisce dall'appetito che gli viene a mancare, e dai proverbi che non trova più.
Intanto la malattia del marito, fa acquistare ogni giorno a Remigia maggiore importanza.
Il ministero per non perdere l'equilibrio ottenuto con tanta fatica e per poter reggersi in piedi, ha bisogno che, per qualche tempo ancora, il D'Orea rimanga ministro, sia pure soltanto di nome. Aprire in quel momento la successione ai Lavori Pubblici sarebbe pericoloso. Troppi appetiti stanno in agguato. C'è bisogno che faccia molto caldo, che l'estate inoltri, che tutti i corvi politici abbiano preso il volo verso i monti e verso i mari... Poter arrivare alla fine di luglio, ecco il momento opportuno per il rimpasto!... E si comincierà col rimandare alla loro repubblica Leonida... e anche il cappellone, che non servono più!
Donna Remigia D'Orea, col mostrarsi dappertutto e col mostrarsi sempre gaia e sorridente salva il ministero e salva il paese dai pericoli di una crisi extra parlamentare.
Ella, in questo, ci riesce benissimo, ma a suo tempo, sa farsi valere... Specialmente col ministro della Guerra.
— Dio! Dio! Che fatica!... Che sforzo!... Torno all'albergo affranta!... Non ne posso più! Dover fìngere, dover simulare! È tanto contrario al mio carattere! È troppo, troppo superiore alle mie forze!