Ritorna all'albergo, risoluta di por fine a «quello stato di cose», come ha promesso alle care amiche dell'Idola e anche, sebbene velatamente, a sua Eccellenza D'Entracques e al compitissimo cavalier Paparigopulos. Ma non è altrettanto ben decisa sulla via da prendere.

E Giacomo? Questo è il gran punto interrogativo.

Se Giacomo prendesse la cosa in cattiva parte?

Tutto vero, tutto giusto, bisogna impedire lo scandalo... Ma non bisogna disgustare Giacomo, assolutamente!

— Molini e Mortadella!... Sempre gli stessi scogli; sempre dover dipendere! — La povera madre sospira, pensa... trova, finalmente, una buona scusa per conciliare l'interesse con l'innata fierezza vicereale: — potrebbe vendicarsi con sua moglie, con l'Idola!... No! No! Prudenza... Ma per non correre il pericolo di urtare Giacomo, non bisogna urtare nemmeno Maria... — Alla duchessa viene una buona idea:

— Quella vecchia! Quella contadina!... Bisogna tender l'amo a quella Gioconda. È una... buona cristiana; va tutti i giorni a messa... Non si tratta altro che di ritornare a Fiumicino subito con Maria, per la pace di Remigia, per il decoro della famiglia, e... forse anche, per il più sicuro e rapido miglioramento di Giacomo stesso. Il male... vien dal male! Questo si sa!

Passeggia su e giù nel corridoio, aspettando che la vecchietta esca dalle sue stanze per entrare da Giacomo.

— Eccola!...

In fatti la zia Gioconda si presenta in fondo al corridoio sferruzzando.

Le va incontro, le dà la mano, sorride. Sorride anche la piccola vecchietta, ma fissa l'imponente viceregina con una certa maraviglia interrogativa negli occhi. Il tremolio del capo si fa più forte.