Luciano non ha più dubbio. Suo fratello ha avuto un altro colpo. Corre per andar di sopra, dà una spinta, butta in là un cameriere che incontra, ma quando sta infilando lo scalone, sente parlare concitatamente nel camerino imbottito del telefono. Si ferma, ascolta... Riconosce la voce. Apre l'uscio di colpo, chiamando, gridando forte:

— Signor Zaccarella!

Il signor Zaccarella si volta: è pallido, sfigurato.

— Che c'è? Ch'è successo?... Giacomo... è di nuovo aggravato?

Il signor Zaccarella rimane muto un istante... Lo guarda fisso, volge intorno un'occhiata circospetta, poi gli si avvicina, tenendo sempre nella mano il comunicatore e gli sussurra piano all'orecchio:

— È spirato or ora. Ma silenzio, con tutti. Prima di dare la notizia bisogna aspettare le istruzioni di Sua Eccellenza il Presidente del Consiglio!

XVIII.

La salma dell'onorevole D'Orea, di Sua Eccellenza il ministro dei Lavori Pubblici, è stata esposta in una sala del primo piano, trasformata in cappella ardente.

L'addobbo, in drappo nero e fregi d'argento, è sfarzoso, pesante: in fondo, contro la parete di fronte all'ingresso, il letto piccolo e molto semplice, nel quale Giacomo aveva sempre dormito ed è morto. A' piè del letto, in due enormi candelabri d'argento massiccio, ardono quadruplici ceri istoriati e dietro il letto, sul fondo nero della parete a gramaglia, si apre come un'aureola verde, un grande trofeo di fronde di palme e d'altre piante. Il cadavere giace disteso rigido sulla coltre bianca, la testa alquanto eretta, sopra due guanciali.

Veste l'uniforme rabescata di ministro, il petto costellato di decorazioni, attraversato dalla fascia verde di grande uffiziale; al collo, le varie commende. Tutte queste insegne appartengono al generale D'Entracques che le ha offerte per la circostanza. Giacomo, non ne ha mai posseduta una. Nelle mani in croce sul petto, un umile e vecchio rosario che mette la sua parola di dolore sincero e di benedizione, nella pompa volgare e profana del lutto ufficiale. Pure sulle coltri, una semplice rosa: nessun altro fiore nella camera.