— Eh!... Certo!

— Maria, in fondo, siamo giusti, non ha che da parlare e ha tutto ciò che vuole!

— Tutto!...

— Quante ragazze si augurerebbero di essere la mia Maria! Si sa, a questo mondo, ogni rosa ha la sua spina!

— Eh! Si sa! Ogni magione ha la sua passione!

Così, il cuore della madre si mette in pace, e può quindi gioire senza scrupoli vedendo l'Idola a scherzare, a ballare e a divertirsi.

Appena arrivata, appena scesa alla Tête-pointue, la duchessina Remigia col panama dalla larga tesa messo alla birichina, con la sua scioltezza disinvolta e la sua aria signorile, ha subito fatto colpo sui primi forestieri nei quali si imbatte e che stanno a crocchio davanti al portone dell'albergo.

Din e Don non vogliono lasciarsi prendere, non vogliono lasciarsi legare al guinzaglio e Remigia approfitta subito della loro disubbidienza per farsi ammirare. Li insegue correndo, con movenze agili eleganti; si finge crucciata e li chiama forte, battendo i piedini, frullando, trillando come una lodoletta, con la sua voce fresca, d'argento.

Din! Don! Subito qui!... Qui subito!... Qui! Da bravo! Così, bravo il mio Don! È un tesoro il mio Don!... Anche Din! Sì! Sì! È obbediente anche Din. Anche il mio povero Din, caro, caro, caro!

— Che bel piedino! Che bel vitino!.. E che ginger la biondina! — Il barone Marco Danova è incantato. — Congratulazioni, signor Trüb!