— Chi? — domanda Remigia affacciandosi all'uscio, tutta bionda e tutta rosea, in busto e sottanino. — Chi?
— Indovina.
— Qualche cosa di bello o di brutto?... Un adoratore?... Per me o per te?
— Indovina!
La Mimì, già in camicia, un camicione lungo lungo, perchè è alta e ricca della persona, sta rimboccando le coperte del letto. I capelli pur biondi, ma di un biondo assai più scuro dei capelli di Remigia, le cascano come un largo flutto lucente, odoroso, giù per le spalle, per la vita e le anche.
— Chi è questo nostro timido adoratore?
Remigia s'è slacciato il busto e lo ha gettato sul canapè, nella sua camera. Così, mostrando gli ossicini delle spalle e con le braccine nude sottili sottili, la piccola sembra ancora più piccola e più minuta.
— Ahimè! — sospira comicamente. — I nostri adoratori sono molto timidi! Vorrebbero tutto e non hanno il coraggio di domandarci nemmeno... la mano!
Mimì dà in una risata e salta nel letto. Resta seduta, appoggiata un po' di fianco ai cuscini, si prende tutti i capelli con le due mani, lisciandoli, torcendoli, avvolgendoli e fermandoli sulla nuca.
Remigia insiste, battendo i piedi per terra.