— Finitela! Non avete mai detto una volta che la corda è dura, e piove sempre!
— Si persuada, signor barone! E poi... Senta, signor barone: le voglio dire una cosa sola. Se non la smette questo Giove cane, sarebbe un assassinio! No! No! Impossibile! Io sono sempre stato fortunato e porto fortuna ai miei forestieri! Anche l'anno scorso...
— Avanti, avanti! Che cosa devo sentire?
— Ho ricevuto stamattina un telegramma... Devo averlo qui! — L'albergatore lo cerca, ma non lo trova. — Si tratta di una grande famiglia italiana! Un mazzetto, proprio chic, di signore giovani, bellissime.
Il naso-becco del barone Danova ha una vampa e un tremolìo. Di signore giovani e belle egli aveva già notata e deplorata la mancanza alla Tête-pointue. L'altro, continua imperturbabile:
— Prenderebbero tutto il grande appartamento della balconata, al primo piano, con due balconi, e un altro appartamento al secondo. Otto signori e dieci servitori che mi riempirebbero appunto anche il terzo e quarto piano! — Sette od ottocento franchi al giorno! Capirà, signor barone, se piove oggi o domani, quando la comitiva è a Bex, invece di scendere dal treno, tira diritto! Garantisco, garantisco io: per domani una splendida giornata!... Vede? Vede? Si volti! Guardi le punte dei Diablerets: cominciano a scoprirsi!
— Non bisogna guardare la Dent du Midi?
— La sera; ma la mattina il grande oroscopo, infallibile... sono i Diablerets.
Marco Danova rimane scosso da tanta sicurezza.
— Allora, finalmente, potrò fare questa famosa gita al Chamossaire?