Chi s'è addormentata subito, anche quella sera, — soltanto le zanzare riescono qualche volta a tenerla desta, — è mademoiselle. Ella dorme da un pezzo e sogna: sogna Din e Don che fuggono nuotando in una vasta latitudine allagata, e lei dietro inseguendoli, pure a nuoto. La duchessina è in barca, grida, ride, si arrabbia, stimolandola, incitandola strapazzandola. Mademoiselle nuota, continua a nuotare faticosamente. Din e Don son sempre lì vicini, alla medesima distanza, ma anche lei, nuota, nuota e rimane sempre allo stesso punto... Un solo colpo forte e Din e Don sono presi... ma non può, non può più allungarsi, non può più stendere le braccia, quell'acqua torbida si fa pesante, le impedisce ogni movimento, la soffoca...
VII.
L'Idola è furente contro Totò!... Totò, invece di mostrarsi amabile, invece di essere «entrante e discorsivo» con i giovinetti e con i giovinotti della sala da ballo e del tennis, rimane duro, impettito, non parla con nessuno, non si lascia avvicinare da nessuno!
— Sei noioso! Sei impossibile! — borbotta. Poi dà un'alzata di spalle e se ne ride. — Noiosissimo ed anche cretino!
Totò è geloso. Sotto l'anglico aspetto, batte un cuore meridionale, sensibilissimo. La classica musoneria di Totò, adesso non è più una posa elegante; è uno stratagemma d'amore. Tenendo tutti a distanza, spera di tener tutti distanti da Remigia.
Lì, a Villars, ha paura più che mai e, per conseguenza, è più che mai geloso, sospettoso, imbronciato. Nelle sue inquietudini c'entra anche il numero tredici. Come tutti gli innamorati e i disgraziati, anche Totò è diventato superstizioso e teme la jettatura. Nella spedizione del bagaglio, il suo baule è toccato il numero tredici! All'albergo gli hanno dato la camera numero sessantasette: sei e sette, tredici!
Villars gli deve portar sfortuna!
Anche Totò aveva subito notato, con un respiro di soddisfazione, che alla Tête-pointue il don Luciano numero due, non c'era. Ma poi il respiro s'è fermato a mezzo:
— Se ancora non c'è, può capitare da un momento all'altro!
Con la faccia marmorea impassibile dietro la pipa di radica, fra una boccata e l'altra di fumo, indifferente e distratto in apparenza, ma con il cuore stretto dall'ansietà, egli interroga ogni giorno il signor Trüb e il segretario sul movimento dei forestieri: ad ogni arrivo è un'inquietudine... Ad ogni partenza un sollievo.