Je crois bien; ils sont de race!

Ma per quel giorno, basta; tanto più che la duchessa madre, al braccio del principe fratello, è lì che ascolta e osserva, girando attorno alla figliuola. Restano tutti muti, in circolo, ad ammirare i due cani che slappano avidamente con il muso affondato nella scodella e la duchessina che continua a vezzeggiare, a garrire amorosa i suoi tesori, a ridere, a scherzare, spiegando con ogni parola, con ogni gesto, con ogni atteggiamento, nuove grazie e nuove attrattive.

— E così Idola, cara?... — domanda la madre con un'espressione subitanea di dolcezza e di compiacenza che le illumina il bel viso severo. — I tuoi morettini hanno buon appetito?

— Eccellente, mammà! — Remigia risponde con un trillo di gioia.

— Divorato tutto, anche le posate, signora duchessa!... A Villars?... L'aria di Villars?... È prodigiosa per la salute degli uomini e delle..

Il signor Trüb s'interrompe: sgambetti e saltetti. Non osa, dinanzi alla duchessa e alla duchessina, di chiamar bestia quei due... «amori» quei due «tesori» che costano tre o quattro mila lire. Fa cenno al portiere, fa portar via i piatti vuoti e, inchinandosi, se ne va lesto, di volo, strisciando e scivolando sul terrazzo lucido.

Il giorno dopo, — occorre dirlo?... — appena il signor Trüb si presenta con la zuppa, ecco apparire un primo giovinetto, poi un secondo «... com'augel per suo richiamo». Ecco fra i giovinotti il garofano bianco... ed ecco la barba inverosimile del barone Danova.

Guardano verso il restaurant; aspettano e scherzano con l'albergatore.

— Mi raccomando, occhio agli ossicini!

— Scotta la zuppa?... Scotta?...