— C'est charmant!
— È una trovata! Spiritosissima! — Din-don! Din-don! Din-don!
Il Danova ride e grida più di tutti.
Il solo Totò rimane in disparte, immobile, come impalato al suo posto: la pipa di radica non tira più!
Anche il biondo dal garofano, senza sprecare il fiato e senza perdere il sussiego, cantarella dondolando adagio, con grazia, la testolina rotonda, ben pettinata. — Din-don! Din-don! — Ma ad un tratto la lente gli cade dall'occhio e si arresta sorpreso sul Din...
Tutti ridono, tutti scherzano e si affollano attorno alla bella duchessina italiana. È il trionfo — un vero trionfo, — dell'Idola!
Dal terrazzo alto, l'allegra folata di voci e di note, unita ai latrati echeggianti e persistenti dei «due tesori» incitati dal chiasso, rompe il silenzio della valle ampia e muta e il canto e gli amori agli augelletti spauriti.
— Idola! Cara!... Ti diverti?
La duchessa, al braccio del principe Rosalino, si avvicina con lento passo e l'aria regale, sorridendo.
— Tanto, mammà! Tanto, tanto!... Villars è un paradiso e il signor Trüb, un angelo!