L'angelo albergatore, invece di volare, fa un giretto, un balletto attorno alla pomposa coppia di prim'ordine, per esprimer il suo ossequio profondo.
— Come la granduchessa di Mecklemburgo! Come Nessim bei! Come Casimir Perier!... Tutti incantati di Villars!
Nell'andarsene, passando dinanzi a Totò, sempre impalato, vede che la pipa non fuma e gli schianta un fiammifero sotto il naso.
— Permette, marchesino?
Totò lo manda al diavolo, con un'occhiata furibonda.
Il buon ragazzo non può più resistere dalla gelosia e dalla rabbia. Anche la duchessa Cristina, anche papà, non sanno stare al proprio posto!... E Remigia?... Che civetta!... Persino con quella brutta gente di Villars!... Non ha un briciolo di cuore e nemmeno d'orgoglio!
A un tratto si risolve, affronta Remigia:
— Io vado... ad Aigle!
— Bravo Totò!... Mi porterai delle pesche e anche un bel popone, se c'è!
Il principe Rosalino e la duchessa Cristina gli danno un monte di commissioni: sigarette, lana bianca, lana rossa, acqua di Colonia...