Mademoiselle, con le solite scuse e complimenti, gli dà due lettere da impostare ad Aigle. — Così arrivano più presto!
L'istitutrice ha sempre le saccocce piene di lettere da spedire a due o tre membri della sua famiglia.
Totò se ne va, con nelle orecchie la voce allegra di Remigia che lo irrita.
— Non torno più a Villars! Non ci torno più!... — Invece è già pentito, in cuor suo, di quella bravata!
Sulla terrazza, l'allegria si fa più viva, il conversare più cordiale ed espansivo.
— Vouz permettez, mademoiselle?
È il biondo dal garofano che si presenta alla duchessina, facendo una smorfia per tener la lente ben ferma nell'occhio.
— Per... mette?
Ha una pallina di zucchero stretta con grazia fra l'indice e il pollice.
Din e Don, appena visto lo zucchero, si alzano insieme di scatto, e si tengono ritti sporgendo il musetto umido, bramoso e annaspando, invitando con le zampe anteriori.