Il povero ragazzo ride anche lui, si sente consolare.
— Sai perchè sei così... cattivo?
— Perchè...
— Perchè non ti fidi di me. Fidati di me! — Remigia lo fissa con una dolcezza languida, affettuosa e muove le labbra quasi impercettibilmente, come per dare e per ricevere un bacio. — Sii gentile, molto gentile con tutti. Lasciati presentare a Re Faraone, al giovane povero ed elettricista e a tutti gli altri. E non voler ballare soltanto con me: fa ballare anche Mimì e mademoiselle, così mammà, anche se ha avuto qualche sospetto, non ci pensa più! — Remigia fissa ancora il giovane intensamente: — Fidati di me.
Totò legge anche negli occhi il piccolo bacio che trema sulla bocca dell'amata...
— Sì, ma e poi?... Se il tuo don Luciano non c'è... può arrivare da un momento all'altro...
Remigia si alza, un attimo, in punta di piedi per essergli più vicino con gli occhi e con le labbra:
— Fidati di me.
VIII.
Maria Grazia ha scritto alla madre annunziandole il prossimo arrivo del cognato alla Tête-pointue.