— Gioia!

— Non vieni a salutarmi?

Si sente, dall'altra stanza, il rumore di una finestra che si chiude, poi Remigia appare nel vano dell'uscio: sta sciogliendosi la larga cintura di seta bianca moarè, che le fa un vitino lungo e sottile, da vespa.

— Com'è che sei ancora vestita?

— Non ho sonno stasera!... Non ho voglia di andare a letto! Non sono una talpa come mademoiselle! A quest'ora dorme e russa col fischiettino!

— Vieni qui!...

— Aspetta!

Remigia finisce di spogliarsi, andando innanzi e indietro da una stanza all'altra, sempre chiacchierando. Sparisce, e ritorna in gonnellino. Sparisce ancora, poi eccola di nuovo: ha i capelli sciolti sulle spalle, e un cortissimo giubbettino rosso scarlatto, sulla sola camicia da notte.

— Vieni qui!

Remigia siede sul letto: le due amiche si abbracciano baciandosi.