— Porta pazienza!... Porta pazienza ancora un po'! Sei tanto, tanto bella! Sei tanto cara! Aspetta e vedrai! Io prego tutti i giorni la Madonna...
L'Idola interrompe Mimì con un'eretica alzata di spalle:
— Ma che Madonna d'Egitto!
— No! No! Non bestemmiare! — Mimì, spaventata, si fa il segno della croce.
Remigia ride: il dolore e l'ira sono già spariti.
— Ma no, gioia, non scandolizzarti! Voglio dire appunto che la mia Madonna, quella che mi protegge, quella che mi ha ispirato di tentare il gran colpo, è la Madonna... d'Egitto.
Mimì non si mette a ridere come l'amica: Mimì continua ad affannarsi.
— Quale?... Quale scopo vuoi tentare? — Pur troppo ella sospetta la verità.
— I D'Orea non hanno fatto la loro fortuna con la mortadella? E io farò la mia col lucido Nubian!... Milioni! Milioni! Milioni! Io voglio tanti milioni!
Mentre Mimì Carfo si dispera, l'Idola salta dal letto e salta per la stanza a piedi nudi, esclamando allegramente: