— È il saluto della montagna: sono roselline delle Alpi. Le ho raccolte io stessa, stamattina a duemila metri: alla Chamossaire...

Il Danova che continua a ficcarsi tra la duchessina e l'onorevole D'Orea, la interrompe con una sghignazzata:

— Cioè, cioè, cioè! Dica noi! Le abbiamo raccolte noi! La verità, duchessina, sempre la verità, quando non si tratta di affari d'importanza!

Un'altra risata: Giacomo ringrazia anche il barone, poi offre il braccio a donna Maria e mentre l'accompagna nella sala da pranzo, le esprime la sua contentezza per l'allegria di Luciano e le festose accoglienze di Remigia.

— L'Idola s'è fatta più bella e si è fatta assai carina... Una volta non mi poteva vedere e me lo faceva anche capire!

Maria, per tutta risposta, sorride crollando il capo e fissando Giacomo con dolcezza. C'è tanta malinconia nel suo sorriso! Ella non ha la fiducia di Giacomo. La Piccola, come Luciano, possono commettere una cattiveria senza un secondo fine: un'amabilità no, o assai di rado.

Qual'era lo scopo vero e recondito di quel mazzo di rododendri?

Luciano, a sua volta, osserva la corte che fa la cara cognatina a Sua Eccellenza; ne ride con sua moglie, con lo Zaccarella, ma ne soffre, come soffre dovendo notare la grande considerazione che gode l'onorevole D'Orea a Villars. Per la presenza di suo fratello egli si sente messo in seconda linea, persino dinanzi ai saltetti e agli sgambetti del signor Trüb. Lui, con le sue tre o quattro toilettes al giorno, e il suo automobile rimane nell'ombra; per la sua arte canora a Villars-Ollon, non c'è pubblico. Egli continua a volersi mostrare brioso e indifferente, ma si lascia veder poco e si sfoga, quando è solo con loro, strapazzando il signor Zaccarella e ricominciando a far scenate a Maria. Dopo di averla obbligata ad essere molto gentile con Giacomo, adesso trova che esagera anche lei nel fare «una corte ridicola e stupida a quell'asino-grand'uomo!...» Poi, ad un tratto, la tempesta che non può più tardare scoppia improvvisa tra i due fratelli.

Giacomo D'Orea, sfogliando il Figaro vi legge una notizia artistica, nella rubrica degli spettacoli, che lo mette un po' soprapensiero: è l'annunzio del grande successo di «mademoiselle Fanfan Trécoeur» nella sua nuova creazione «le rôle de Germaine dans le Corset envolé».

— E Luciano?... Che cosa farà, adesso, quel matto di Luciano?