MARINO

Il meglio è nemico del bene: io, così, sto benissimo. (a Francesco che lo osserva, alzandosi) Sicuro: quattro lire, col mio appetito buono e delicato mi bastano in punto e non avanzo un soldo, e così non dovendone, e non avanzandone, vivo tranquillo senza il tormento dei debiti e senza le angosce dei crediti. Questo è il mio studio. In quanto al mio talento... in quanto al mio talento lo adopero per godere, per gustare quello degli altri che sono stati prodighi del loro. — E scelgo i genî che sono morti, per essere sicuro di non sbagliarmi.

FRANCESCO

(lo guarda sempre c. s.: gli fa cenno di no, colla mano).

MARINO

Non mi credete? — Invece del copista, del correttore, che cosa dovrei fare? — Dovrei fare dell'arte, della letteratura, nella snervante irrequietezza dello spirito nostro, vagheggiante ideali che ancora ci sfuggono, fantasmi, perpetuamente inafferrabili? (con un'alzata di spalle) No! E poi, io sono orgoglioso, superbo. Io fo l'amanuense per vivere: non sarò mai un piccolo industriante di arte o di letteratura che si affanna raccattando dei ferravecchi per sbarcare il lunario! (irritandosi di più perchè Francesco continua a fissarlo e a negare) E nemmeno voglio fare il mestiere... della politica, perchè... perchè sono indipendente: il solo padrone di me stesso. Sissignore!... — Voi siete democratico, socialista? — io sono aristocratico. — Voi amate la piazza?... — Io la detesto. — Voi ci tenete alla popolarità? — io me ne infischio, e non farò mai le capriole dinanzi ad una folla di despoti cretini, che non mi vale nè per l'ingegno, nè per il carattere e nemmeno, il novantanove per cento, per l'onestà! (avanzandosi) Sissignore. Lo dico a voi; questo è per voi. Per voi che mi osservate e mi scrutate per strapparmi un segreto sotto i miei panni laceri e sudici.

FRANCESCO

No. Io, soltanto, mi domando il perchè di questa vostra amarezza, di questo odio che avete nell'anima; e non certo per farvi del male.

MARINO

So, so. Anzi; voi vorreste che io venissi qui a fare la parte del riabilitato, la dimostrazione pratica delle vostre teorie: — «l'ambiente fa l'uomo, e occorrendo lo rimette a nuovo.» (Francesco gli stende la mano: pausa: Marino non la stringe) — Dite la verità: credete che io mi nasconda perchè abbia rubato, ammazzato? Fors'anche dubitereste che io fossi una spia, se non aveste veduto, realmente, che quando non lavoro non si mangia?... (si guardano fissi) Sono io che stendo a voi la mano. (eseguisce) E senza nessun interesse. Voi vorreste indagare nella mia anima e scoprire il perchè del mio odio?... Io no. Io non cercherò mai nel vostro passato, la ragione vera, prima, il perchè... del vostro amor del prossimo.