Che impiego avevi a Torino?
FRANCESCO
Vice Cancelliere di Tribunale.
SCALFI
(violento) Di Tribunale? Questo non l'hai mai detto!
FRANCESCO
No. Non ho mai... mai... parlato... (si batte sul cuore come per indicare di non averne mai parlato per il dolore ecc. — riprendendo) Lavoravo, guadagnavo, si viveva bene... quando è nata (indica verso l'uscio di Sofia con un singulto di pianto) ero ancora pazzamente innamorato di Emma. E anche lei... pareva. Un giorno mi riesce, lavorando in fretta, in fretta, di guadagnare una mezz'ora... di poter correre a casa un po' più presto. Corro dalla mia bambina, poi domando alla donna: — la signora Emma, dov'è? — La donna mi dà una lettera: (si alza) era fuggita col suo amante. Cioè, no, no, no! Era corsa dietro al suo amante... a Parigi, eccitata, esaltata, presa ancora dalla febbre del teatro. Il cuore no! Il cuore no! Il cuore non lo aveva mai avuto, mai! Nè per me, nè per sua madre, nè per sua figlia, nè per il suo amante! La vanità e il lusso e i piaceri e la celebrità... Invece... (ride) Ah! Ah! Ah! rotolò giù, giù, giù... dal teatro al caffè, da Parigi a Londra, a Vienna, giù, giù, giù, dal caffè alla strada!
SCALFI
Ma tu, quando non hai più trovato tua moglie che cosa hai fatto?
FRANCESCO