Francesco sorride appena scrollando il capo.

— No? Tu dici di no? Guarda... donna Stefania! Ti serva di esempio, appunto, la nostra carissima donna Stefania! Studiando, osservando essa ha imparato che il mondo perdona tutto facilmente a chi sa farlo ridere alle spalle di qualcheduno, ed essa riesce a mantenersi a galla in mezzo alla pubblica stima, facendolo ridere alle spalle de' suoi... diremo, amici! Sai come ti chiama il pubblico, cioè quelle cinquecento persone che costituiscono «il gran pubblico» dei club, dei teatri, dei salotti?

Il Roero fissa inquieto l'Olivieri.

— Non capisco! Mi chiameranno, spero, col mio nome?

— No! Ti chiamano Francesco primo.

— Francesco primo? Perchè Francesco primo?

— Per la stessa ragione per la quale chiamano il marchese Estensi, Emanuele secondo, e il Faraggiola, Carlo terzo. Siete uno dopo l'altro e tutti insieme, i tre re, regnanti!

— Per Dio!... Potrei dare una lezione...

— A chi? A cinquecento persone che diventano mille, che diventano tutti, come, quando le cerchi, possono anche diventare... nessuno?

Il Roero si arriccia, si morde i baffi, vorrebbe ribellarsi, attaccar lite, rispondere all'Olivieri, che parla così per dispetto, per rabbia, perchè... ha fatto fiasco... Ma pure in tanta esagerazione c'è, pur troppo, anche qualche cosa di vero!