Diceva sempre ridendo:

— Italia libera e indipendente! I miei hanno tutto sofferto per la libertà, ed io, per ciò, ho l'obbligo di conservare e di difendere la mia!

Si comincia col darle della matta, della presuntuosa, della donna emancipata e col circondarla di ridicolo e di diffidenza, ma poi, a poco a poco, quando ognuno deve convincersi che in quella bella, in quella coraggiosa fanciulla non c'è superbia nè alterigia, ma fierezza d'animo e dignità di vita, che il suo non è capriccio, non è leggerezza, ma invece un vero, un continuo sacrificio, un eroismo, quasi, per la signorina abituata prima alla ricchezza, agli agi, si finisce col renderle giustizia, si finisce ad ammirarla e ad averla più cara.

Benvoluta e ricercata, ella riceve continui inviti: inviti a pranzo, a festicciuole, inviti al teatro, ma di proposito ella non accetta altro che alla domenica e le sue amiche vanno a gara, disputandosela una settimana coll'altra.

Nè la giovinetta porta in giro il fardello delle sue pene, nè porta il broncio per la propria virtù, per la vita che s'è imposta; tutt'altro! La sua cameretta sola vede qualche lacrima — per la mamma, per la sua povera mamma specialmente, — ma fuori ella è sempre piena di gaiezza, di brio, di chiacchiere, di risatine squillanti. È l'allodoletta che vola libera, cantando in faccia al sole.

E la signora Eugenia ha sempre una risposta pronta per chi l'ammira coll'idea di volerla compiangere:

— No! no! Quando si è giovani e si è sani non è una disgrazia l'esser poveri! Anzi.... è un'occupazione e una distrazione.

E non domanda mai niente, nemmeno a Domeniddio; soltanto, di conservarle la salute che le ha già dato.... E la signora Eugenia, benedetta nella sua forza, nel suo coraggio, nella sua costanza ha lavorato tutta la vita, senza mai buttarsi malata, nemmeno un giorno!

Sapendosi sempre contentare di poco, dopo le difficoltà dei primi anni più difficili ha finito poi col trovarsi davvero soddisfatta e felice del proprio stato. Apprezza tutte le più piccole cose, perchè le guadagna da sè.... e perciò le costano molto.

Oh, la felicità di un paio di guanti nuovi, e di una piccola boccettina di acqua di Colonia! Oh, il primo vaso di garofani, — veramente magnifico! — che potè comperarsi dinanzi alla chiesa di San Giuseppe!... Quanto le fu caro! Per esso ebbe tutte le cure che avrebbe avute per un giardino!