— Va bene; farò così. Ma... e Lulù? Se Lulù, contro tutte le nostre previsioni, non volesse saperne di quella cignora?

— La signora Eugenia ha tanta pratica; ha tanto tatto! Speriamo. E poi, adesso l'hai vista; puoi giudicare tu stesso.

— Che bella faccia, attraente!

— Quelle son le donne!... Le vere donne!... La provvidenza!

— Quelle, sì; come la signora Eugenia, non come la Fáni! — Mormora Francesco tra sè.

Il pensiero della Fáni, che è stato per un momento sotto gli altri, ma che è sempre vivo e dominante nel suo cuore, è spinto a galla da un grande sospiro. Egli continua a camminare silenzioso per un lungo tratto di strada, poi d'improvviso, e toccando nel gomito il compagno, gli dice a mezza voce:

— Sai che cosa farò?

— A proposito della signora Eugenia o di Lulù?

— No; a proposito della baronessa Stefania.

— Ah?... — L'avvocato cambia subito d'espressione, sogghigna, ritorna ironico.