— Sì.
La signora Eugenia continua a guardarli a guardarli, ma non aggiunge altro. Il suo entusiasmo si esprime tutto cogli occhi in un sentimento quasi di devozione... e non ha parole.
Come scotendosi da quell'estasi, soggiunge soltanto:
— Ella deve scrivere delle gran belle cose in questo studio, in questo.... ambiente. — E torna subito vicino a Lulù, curvandosi vivamente per vederla sotto la scrivania.
— Dorme ancora?
— Ci; ma adesso si sveglia.
— Allora vieni un po' qui! Lasciamela vedere!
Il Roero spinge una poltrona verso la signora Eugenia, che siede ringraziando con un cenno del capo. Lulù le porta subito la bambola sulle ginocchia e vi si appoggia anche lei liberamente.
— E come si chiama questa bella signora?
— La mia.... conteccia!